EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’

AFFETTIVITÀ e SESSUALITÀ 2018

AFFETTIVITA’ 2018

 

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ALLEGATI

 

PROGETTO EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ

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presentazione del Progetto educazione all’affettività e alla sessualità :  “il coraggio di amare”                                                                                                                                  (a cura della dott.ssa Rosa Perchinenna)

IL-CORAGGIO-di-AMARE

PROGETTO: “SUPPORTO ALLA DIDATTICA”

Oggi in classe intervento dr.ssa Perchinenna in 3A, 3 B e 3C su problematiche relative alla prevaricazione e al bullismo da un racconto di Guy de Maupassant a un dialogo con la classe
imageGUY DE MAUPASSANT IL PAPÁ DI SIMON ************************ Suonavano gli ultimi rintocchi di mezzogiorno, Il portone della scuola si aperse e i ragazzi si slanciarono, urtandosi per far più presto. Ma invece di disperdersi rapidamente e andare a casa per desinare, come facevano ogni giorno, formarono dei capannelli e cominciarono a parlottare. Il fatto è che quella mattina Simon, il figlio della Blanchotte, era andato a scuola per la prima volta. Tutti i ragazzi in famiglia avevano sentito parlare della Blanchotte; per quanto le facessero buon viso in pubblico, fra loro le madri ne parlavano con una specie di compassione un po’ sprezzante, che s’era trasmessa anche ai ragazzi, senza che costoro sapessero bene perché. Simon non lo conoscevano nemmeno, perché non usciva mai e non andava con loro a far birichinate per le strade del paese o sulla riva del fiume. Perciò non l’avevano tanto in simpatia; e avevano accolto con una certa gioia, frammischiata a parecchio stupore, ripetendosela l’un l’altro, la frase d’un ragazzotto sui quindici anni, che sembrava saperla lunga da come ammiccava furbescamente: «Sapete… Simon… non ha padre.» Il figlio della Blanchotte apparve sulla soglia del portone. Poteva avere sette o otto anni. Era pallidino, assettato, di aspetto timido e quasi goffo. Si stava avviando verso casa, quando i suoi compagni, che continuavano a parlottare a gruppetti guardandolo con gli occhi maligni e crudeli dei ragazzi che hanno in mente un brutto tiro, a poco a poco lo circondarono finché lo rinchiusero completamente in mezzo a loro. Lui restò immobile, sorpreso e imbarazzato, senza capire che volessero fargli. Il ragazzo che aveva dato la notizia, inorgoglito del successo ottenuto, gli chiese: «Come ti chiami?» «Simon», rispose lui. «Simon cosa?» disse l’altro. Il bambino, confuso, ripeté: «Simon». Il ragazzo …

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